Iorio come Arpagone e un tintinnìo sinistro di monetine

Primapaginamolise.it
La stampa si nutre di se stessa, quasi come la Politica, e i lettori italiani sono così tanto assuefatti alle polemiche da considerare sempre meno i canali istituzionali dell’Informazione come fonte autorevole di notizie. Ciò spiega il grande seguito di alcuni blog nazionali, considerati ‘spazio libero’ a portata di cittadino. L’Informazione-gossip, quel modo di raccontare la realtà esaltandone i lati grotteschi o puntando i fari sulla superficie e non sul nucleo, attrae molti lettori ma meno esigenti. In realtà, ‘ i fili’ da cui passa la corrente della Democrazia andrebbero preservati e percepiti come patrimonio comune. In Molise, benché tutto sembri più piccolo, più accessibile, il problema è lo stesso. Ecco perché tanto interesse attorno ad una legge che si annunciava dichiaratamente ‘urgente’ e che non pretendeva di dipanare davvero la ‘matassa’ della crisi dell’editoria. La legge n.76 approvata lunedì 12 ottobre dal Consiglio Regionale del Molise stanzia 300.000 euro a favore delle aziende editoriali in difficoltà. 300.000 euro, di cui, 24.000 (il 10%) al Tempo Molise, come premio ‘anzianità’. Dei 276.000 euro che restano, l’80%,220,800 euro, ai quotidiani.

Il gettone più pesante al Quotidiano del Molise, (il 60%) 132,480 euro. A Primo Piano Molise 66.240 euro. C’è poi un 10%, 22000 euro, non ancora identificato. Per i periodici rimangono 55.200 euro: al Settimanale del Molise 22,080 euro. A Extra, sempre piuttosto privilegiato, il 24%, cioè 13,248 euro. E un altro 36% non sappiamo se ancora assegnato.  Il problema da risolvere era dare respiro ad un quotidiano più in affanno degli altri e da lì si è trovato un principio ‘universale’ su cui costruire una legge vera e propria. La premessa, dunque, è che chi opera in loco ha bisogno di una spinta in più rispetto ad un editore (perché quello è il punto) come Giuseppe Ciarrapico. Il suo quotidiano, Nuovo oggi Molise ha scelto la guerra frontale contro il Governo regionale e il Governatore e in un contesto di aggressività non basta essere equidistanti per essere incisivi ma bisogna schierarsi. Così mi è stata spiegata da qualcuno che ne conosce bene le dinamiche vere, questa lunga, estenuante vicenda. 

Nel fumus di ‘guerre preventive’, per fortuna solo verbali, si innesca una sorta di stato d’allerta costante che rende il confronto brutale.  E ad un’allerta si è risposto con un intervento d’urgenza, appunto; escludendo gli on line, che evidentemente poco hanno a che fare con tutto ciò e che avrebbero reso soltanto inutile l’approvviggiamento di ‘viveri’ ulteriormente razionato. 

Ma cos’è che non mi piace di questa legge che distribuisce asetticamente del denaro, quasi come un ufficio di ragioneria? Non mi piace che l’Istituzione regionale abbia rinunciato, per la prima volta, ad essere ‘sovrana‘. 

Spiego perché: l’Informazione è un tema difficile e l’autorevolezza che proviene al Governo regionale dai cittadini, elettori nonché, indirettamente, elargitori del denaro pubblico, deve essere esercitata rispondendo a loro, prima che alle altre parti in causa. Un provvedimento, anche se urgente, ha sempre in sé un principio fondante etico che modifica la condizione preesistente. Si doveva curare meglio, per esempio, l’aspetto della legalità dei rapporti professionali tra giornalisti, apprendisti ed editori. Un finanziamento può essere, (non da solo) un aiuto legittimo e concreto perché essi possano operare serenamente.  Finanziare il lavoro, non solo il prodotto finale di una impresa editoriale, significa stabilire un legame davvero solido con il territorio. Vale per l’editoria come vale per lo Zuccherificio o la Fiat, allo stesso modo. Porsi, perchè Istituzione, ad arbitro dell’uso corretto del denaro di tutti, sarebbe il meglio dell ‘abbastanza bene’ che si è raggiunto. 

Non ho particolare interesse a discutere su chi è ‘accucciato‘ e chi non lo è perché la legge ha provocato un effetto imprevisto quanto evidente: ha diviso i giornalisti. Ha esasperato l’isolamento fra gli addetti ai lavori, benché si sia discusso di cifre in fondo non certo esorbitanti. Un direttore che si difende da un altro direttore mostra il collo della categoria rispetto alla Politica. Ed è la cosa che, più di altro, mi inquieta. Tutto qui. 
Chi ha avuto il finanziamento si ‘giustifica’, e chi non lo ha avuto ‘capitalizza’ l’esclusione come una medaglia di indipendenza. Non credo, ragionevolmente, che la faccenda si possa ridurre a questo ma tant’è, è accaduto. Ed è una sconfitta.                                                         Caterina Sottile

ECCO COME VERRANNO RIPARTITI I FONDI:

 Grafico dei finanziamenti (Documento PDF 227,35kb)  
Sull’argomento:
Monica Vignale, Primonumero.it


La replica di Primo Piano Molise

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Amarcord:
Io voglio bene a Michele Iorio

Il resto di zero: 200.000 euro a Extra 
e 20.000 a Il Bene Comune
 


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