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L’archivio di tintarella

Mi chiamo Pietro

Una conversazione imprevista con un uomo nato in Molise nel 1925
Pietro è seduto sulla scala, davanti casa sua. Mi aspetta perché ho promesso di accompagnarlo in campagna. Non può più muoversi da solo e i figli non vogliono mai portarlo a vedere i suoi ulivi. Ne ha molti, almeno mille piante e ne è molto orgoglioso. Da mesi, con scuse infinite, i figli gli impediscono di andare lì, dove ha lavorato per 80 anni, da quando è nato: “Mi chiamo Pietro, ho 84 anni e sono un contadino. Oggi si dice ‘agricoltore’, ma io sono un contadino”. 
Primapaginamolise.com


Commenti



3 Commenti

  1.    Francesco Travaglini on 27 Giugno 2010 22:35

    Caterina, perchè dici “avremmo dovuto”.. pensi che sia troppo tardi?
    Io penso di no..parliamo,discutiamo in modo costruttivo, io ho iniziato a farlo con questo post, spero possa costituire il primo battito d’ali..
    http://www.facebook.com/pages/Agrycult/217727817137
    @Giuseppe: grazie!

  2.    caterS on 25 Giugno 2010 06:28

    Troppo buono, Giusè! Su Francesco, invece, credo che stia facendo, da solo, qualcosa che avremmo dovuto fare tutti, tenacemente

  3.    Giuseppe on 25 Giugno 2010 05:53

    Cara Caterina, non so se ne sei consapevole ma questo articolo è una delle più belle pagine di letteratura che siano mai state scritte sul Molise. Grazie anche Francesco Travaglini per aver fatto vedere quello che tu hai descritto attraverso il signor Pietro

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