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Ai piccoli alunni di San Giuliano dobbiamo un dovere di tenerezza. Non è disimpegno e non è distrazione dalle cose da fare e da quelle non fatte. Ma gli adulti del Molise hanno l’obbligo di coccolare un dolore, di cullarlo come Maria che scalda il Bambinello. Teneva in braccio quel suo dolore universale, indifesa lei stessa.

Ci viene in aiuto Eugenio Cirese, poeta dialettale molisano. E null’altro vogliamo dire se non condividere questo canto di Natale, nella neve del mondo

Lupe e cristiane pe’ la via d’Ascise
Pe chella via ogn’anne
m’arresce nnanze.
Sotto a ru capputtielle
lu munne mbraccia
e ‘n coppa a’ ru cascione
a piezze a piezze l’accumponne.
Lu bambenielle
da nnanze a la capanna ze l’abbraccia.

‘N copp’a la neve
pedate a fila a fila,
lupe e cristiane pe’ la via d’Ascise.

Passa la maiellese e le scancella.

(Eugenio Cirese, presepie inedito num. 4, gennaio 1954)

 

 

 

 

 

 

 

Erano gli scolari delle cinque classi elementari di San Giuliano di Puglia, della Scuola Jovine; nati fra il ’92 e il ’96
Antonio Astore
Antonella Borrelli
Michela Buonagurio
Maria Colantuono
Melisa De Lisio
Sergio Di Cera
Antonio Di Renzo
Maria Di Renzo
Lorenzo Francario
Luca Iacurto
Paolo Romano Iacurto
Valentina Ianiri
Domenico Lafratta
Morena Morelli
Gianni Nardelli
Giovanna Nardelli
Luigi Occhionero
Luigi Petacciato
Maria Celeste Picanza
Raffaele Picanza
Valentina Picanza
Gianmaria Riggio
Luca Riggio
Giovanna Ritucci
Costanza Serrecchia
Martina Vassalli
Umberto Visconti
31 ottobre 2010
Caterina Sottile

 

 

 

 

 


Commenti



7 Commenti

  1.    caterS on 1 Novembre 2010 13:23

    Ecco, abbiamo trasmesso ‘l’interpetazione dei ruoli dell’informazione’ al di là e al di sopra dell’informazione stessa. Parlavamo di 27 bambini morti e siamo finiti a ‘sono un giornalista’ e pezzo di m…Complimenti vivissimi. Più che classe e buon senso, a me basterebbe avere gente sana di mente intorno. Avercela, sarebbe già una gran cosa.

  2.    son sempre mi on 1 Novembre 2010 11:13

    wahu!!!che gergo, complimenti al giornalista d’assalto che dovrebbe rappresentare le istanze di noi gente comune, se questo è il gergo e il tono, grazie, ma non ne abbiamo proprio bisogno.
    Io credo che, più che un giornalista,sia un bubblicista frustrato che vorrebbe ma non può.
    Caterina, la tua classe e la tua penna sono alte e distanti da questi “personaggi” che si definiscono giornalisti, meno male che ci sei tu, a porre distanze confronti, altrimenti poveri noi!!!!!!!!
    Basta con la violenza verbale, le urla e lo spettacolarismo dentro la notizia, vogliamo leggere cose sensate, vogliamo confronti critici, vogliamo essere stimolati celebralmente, vogliamo essere informati e non assaliti e bombardati,non vogliamo linciaggi mediatici, vogliamo spessore, qualità e non approssimazione, pedanteria e cattiveria gratuita.

  3.    io on 31 Ottobre 2010 09:35

    gentaglia sarai tu, pezzo di m…io non sono al washinton post ma sono giornalista e racconto fatti stron…

  4.    tu on 31 Ottobre 2010 09:00

    E dopo che li mettete al muro li giustiziate? Vatti a bere una camomilla, che non sei al washington post. La gentaglia esaltata come te ha chiuso le menti e nessuno pensa più

  5.    io on 31 Ottobre 2010 07:49

    RETORICA, TRITA RETORICA. il giornalismo si fa con i fatti, non cercando di strappare emozioni. Caterina sa sicuramente scrivere ma noi giornalisti abbiamo il dovere di far pensare, di far riflettere sbattendo sul tavolo i fatti e mettendo i politici al muro

  6.    M on 31 Ottobre 2010 07:35

    Tu sei al di sopra, caterina. Al di sopra della pochezza di questo mondo. E sai scremare le cose importanti evocando lupi e divina pietà

  7.    Anonimo on 31 Ottobre 2010 07:00

    Che bella questa poesia. Come è struggente associata ai bambini di san giuliano

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