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Il medioevo del web

1 Giugno 2014

Il web è invaso da replicanti. Bisogna fare numero e ci si presta.

Non considerando  che la ragione di uno, anche contro il torto di mille, varrà sempre 1 ragione contro mille torti

Noto una cosa e sono disposta ad essere smentita. La tv, soprattutto pubblica, sembrava destinata a divulgare solo banalità, trash e oscurantismo addolcito da tette e congiuntivi mancati. Il web doveva essere il grande fortino della conoscenza, libera e senza possibilità di condizionamenti. E lì, il popolo tecnologizzato, e quindi più colto, avrebbe dovuto aprire la frontiera della qualità dell’Informazione. Osservo, invece, magnifici picchi di professionalità all’una di notte, a rai 1 (speciale tg1 è solo uno dei tanti buoni esempi di giornalismo di razza pura) mentre il web è invaso dal popolo del pettegolezzo senza dati oggettivi, del livore che sostituisce la rabbia rivoluzionaria e dalle truppe patetiche dei soldatini di piombo a stipendio precario. Quelli che una volta portavano sedie ai comizi ora fanno chiasso sui social. Senza particolare efficacia, peraltro. E sono felice che la bravura, tanto osteggiata, sia sempre ferocemente vincente

 Parliamo tutto il tempo dei politici e delle loro necessità piuttosto che costringerli a discutere delle nostre. E’ questo il danno, irreversibile, che si è compiuto nel medioevo tecnologizzato di questi anni mediocri

 Ha ragione quella cinicona della mia amica: la gente si abitua a tutto. Puoi rifilargli cose banali, stupide, false o tremendamente trash e dopo qualche minuto le troverà normali, sopportabili, persino condivisibili. Io però inseguo chi non si abitua. Lo cerco anche dove non c’è. Mi convinco che c’è e fingendo di essere osservata da gente seria mi comporto con dignità. E’ così che ci salviamo. Terrorizzati da una dolorosa sensazione di solitudine diventiamo, nostro malgrado, incorruttibili dall’idiozia

 

catharina sottile

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