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Non è un Paese per lavoratori

16 Giugno 2014

Abbiamo un sistema fiscale che punisce, perseguita e terrorizza chi vorrebbe lavorare autonomamente, anche guadagnando poco. Gli artigiani potrebbero favorire il lavoro degli apprendisti ed assorbire la disoccupazione; potrebbero insegnare ai ragazzi un mestiere vero. Ma assumere un apprendista significa scaraventarsi addosso dei veri e propri raid burocratici. Invece che favorire l’indipendenza economica e il lavoro onesto lo Stato italiano considera i pagatori di tasse dei fessi da stanare. Burocrazia impazzita che fa errori inconcepibili in qualunque parte del mondo tranne che in Italia. Ma l’errore dello Stato e dei suoi burocrati diventa incubo di chi lo subisce. I cittadini passano più tempo a rimediare agli errori dei burocrati che a produrre pane per se stessi. In un contesto in cui non creare nulla, non fare nulla, non dare da mangiare a nessuno premia decisamente, quale via d’uscita possiamo mai trovare alla morte sociale? Il più bravo dei falegnami, dei fornai, dei sarti ha molto più paura del fisco di un mediocre imbroglioncello che vive di soldi pubblici e utilizza le tasse di tutti per fare speculazioni da ladri di polli. E poi ci sono i delinquenti grandi e veri, quelli che spacciano, inquinano, imbruttiscono i territori e non hanno certo paura perchè rischiano sicuramente meno di un commerciante che non può pagare le tasse. La mafia al potere non ha molta fantasia!

 

Catharina Sottile

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