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Costituzione: purchè non se ne parli

8 Agosto 2014

Certo, però, e mò la Palestina, e mò Schettino, non riusciamo proprio a parlare di modifiche della Costituzione e di governo che la cambia senza mai essere stato eletto. Dai portatori coraggiosi di kefiah, pur lontanissimi dalle atrocità di Gaza (da qui la visione è più obiettiva, si vede…) mi aspettavo girotondi, mobilitazioni e bellacciao in difesa dei partigiani morti per la libertà. Macchè, parlano di Hamas, difendono gli arabi come fossero figli della stessa Resistenza. Dalla mia Resistenza le donne hanno avuto il diritto di figli liberi di non marciare, il diritto di avere figli vivi e il diritto di essere. Dalla mia Resistenza le donne sono nate uguali. Dalla mia Resistenza la croce di cristo è un’idea profonda di coraggio che rifiuta la violenza. Perchè la violenza fa male, anche quando è necessaria. Dalla mia Resistenza gli uomini e le donne hanno avuto il diritto di pensieri difficili contro le semplificazioni che rincretiniscono perchè azzerano la ricerca delle verità non ovvie, non imposte, non preconfezionate. Dalla mia Resistenza sono nati figli che hanno imparato a combattere per non credere, a fidarsi della verità, non del verosimile. Dalla mia Resistenza la Costituzione è nata imperfetta come un tronco d’ulivo, ma cresciuta sulle radici di un concetto universale di Giustizia. Da lì tutto è perfezionabile ma nulla è inumano, nulla è banale, nulla è qualunquista negazione di verità evolute. La mia Resistenza non è una pagliacciata elettorale. La mia Resistenza non si paga a tanto al mese, come un impiego da travé

Catharina Sottile

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