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I pusher dell’anticlericalesimo

8 Agosto 2014

Perdonatemi se scivolo consapevolmente nella semplificazione e nel celodurismo. Ma sono arrabbiata e allarmata. E delusa di aver consegnato la mia coscienza civica e la mia visione del mondo, per anni, ad una sinistra che fa l’impiegata di chiunque la paghi. Anzi, non chiunque, ma il peggiore dei pericoli. Mi spiegano i portatori modaioli di kefiah perchè prestano la testa, e vorrebbero che la prestassimo noi, a religioni che perseguono le donne, i gay, chiunque abbia religioni diverse o non voglia avere alcuna religione? E mi spiegano le donne di sinistra perchè in Italia vogliono leggi speciali per tutto e poi considerano tollerabile il burka e tutto il resto? Ben oltre il burka? Sapendo di attecchire sull’anticlericalesimo, e in un contesto in fondo ancora genuinamente guareschiano, hanno convinto generazioni che arabo-musulmano equivale a mangiaprete, quindi di sinistra. Non è gratis questa manipolazione. Si tratta di propaganda, uguale a quella degli americani, dei russi, o dei berlusconiani. Propaganda, comune a tutti i regimi, pagata a suon di dollari. Denaro che si traduce con le favolette piene di fervore ideologico sparate sui giornale, sui network e ovunque ci siano teste manipolabili. Il peggiore e più pericoloso equivoco storico con cui gli oscurantisti si prendono il mondo libero proprio passando attraverso quelli che si sono sempre elevati ad emblemi di laicità. Contro i preti ci sentiamo liberi se inneggiamo all’islam? Ma come cazzo si fa a essere così confusi? Anche perchè, al vertice di questa catena di disinformazione ci sono i pagati, i professionisti della malafede. Ma perchè andargli appresso? E infatti, per fortuna, non attecchiscono più. Almeno, non con le chiacchiere e i foulard
catha

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