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La sinistra secchioncella

12 Agosto 2014

Ho capito il problema. Dagli anni 70 in poi eri di sinistra se leggevi Camus, e potevi leggere Camus se eri di sinistra. Sui giornali di sinistra scrivevano da Emanuele Macaluso in giù. I democristiani avevano Montanelli. E tra i finti equidistanti c’erano Zavoli, Biagi. A sinistra, fino a qualche anno fa, parlava D’Alema e Er pecora, il Fini tricidone dei primi anni, Berlusconi stesso, i leghisti della prima ora diventavano grotteschi cartoni animati. Cito quelli pop, quelli che sicuramente tutti conoscono. I comizi dei ds e poi dell’Ulivo erano un caffè letterario in cui morivamo dal ridere quando Maximo I° e unico sfotteva i destrici. Ora sui giornali di destra ci scrivono Marcello Veneziani e Pietrangelo Buttafuoco. Il Giornale, il Foglio, e in assetto obliquo talvolta Il Fatto sono centri di dibattito intellettuale altissimo rispetto alla elementare dialettica da secchioncelli con cui a sinistra si discute di nulla e si ambisce, soltanto, al potere momentaneo, finché dura

catharina sottile

 

La curva dritta di Andreotti

Marcello Veneziani

 

 

 

 

 

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