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Il coraggio disarmato dell’orsa, come di tutte le donne

22 Agosto 2014
 L’orsa è un prodotto di marketing turistico, senza dubbio realizzato con criterio scientifico, ma che manca di supporto ‘culturale’. Ripopolare un territorio di animali che naturalmente gli appartengono significa rieducare all’equilibrio anche e soprattutto le persone. E invece si ripopolano i boschi e poi si vorrebbe che orsi, cinghiali, cerbiatti, faine, persino serpenti fossero di pezza,  virtuali. Gli esseri viventi non puoi farli apparire e sparire con un ‘cancella il post’. E hanno diritto, diritto sacro, di avere il loro spazio.

 Non sono fissata, davvero. Sono serissima. Ma le donne di sinistra che utilizzano ogni simbolo, ogni metafora pur di fare propaganda, dove sono? L’orsa è una madre, una ragazza madre che ha difeso i suoi figli. E’ simbolo drammatico di ogni madre picchiata, braccata dai maschi violenti, dagli stalker, dagli uomini che non riconoscono alle donne il diritto della volontà e non mettono in conto che possano dire no. L’orsa del Trentino è la metafora tremenda della madre impotente che cerca di difendere i figli violati dai pedofili che li considerano oggetti del proprio demoniaco eros malato. L’orsa è l’immagine della forza di ogni madre sola che si difende a mani nude contro un mondo snaturato, che non le riconosce più l’inviolabilità sacra della maternità.

 Spero si capisca quale scempio si sta compiendo contro ogni donna che protegge i suoi figli perchè la natura e il cuore le impongono quel coraggio disarmato. Il coraggio disarmato è la garanzia di una civiltà intelligente, che si difende per responsabilità non per aggressività. Qualcuno abbia la dignità di aiutare quelle mani nude a proteggere le future generazioni di ogni specie

catharina sottile

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