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Gli spiritosi coi piedi nel cemento

12 Settembre 2014

Vediamo di capirci con la vicenda dell’orsa del Trentino. A me dispiace quando tagliano gli alberi, ma i sindaci, se si fa male qualcuno sotto un albero che cade, sono responsabili. Siccome non sono perseguibili per non aver protetto i beni ambientali, gli alberi pericolanti si tagliano perchè i guai giudiziari arriverebbero se fanno male alle persone. Vale anche per gli animali, equiparati agli alberi. Io credo che il patrimonio ambiente vada considerato nella sua totalità: alberi, animali, acqua, aria, terra, persone. La gente che abita nella zona in cui viveva Daniza protestava, evidentemente, e il sindaco qualche giorno fa fece il cow boy annunciando che l’avrebbe uccisa lui stesso. Ma i soldi stanziati per il progetto di ripopolamento dei boschi si danno a uno che annuncia di ucciderla con le sue mani? E se questo è accaduto, dovrà risarcire l’Europa, e quindi noi, per aver utilizzato soldi per qualcosa che non voleva fare? Le amministrazioni, comunali, provinciali, regionali che decidono di avviare un piano, poi cambiano idea? Cioè, se gli immigrati fanno del male a qualcuno li abbattiamo? Se un mafioso versa rifiuti tossici nella terra lo abbattiamo col narcotizzante letale? Se un politico amministra male e nega i servizi essenziali alla gente lo catturiamo e lo addormentiamo per sempre? A me questa caccia all’orsa mi fa pensare anche ad una moda tribale, legittimata dai ruoli politici, con cui dei trogloditi si sentono finalmente autorizzati ad essere selvaggi. Siamo andati indietro di secoli. Con tutte le conoscenze che abbiamo, le professionalità, gli strumenti tecnici, sbagliamo un’operazione così? E se dovevamo salvare la gente bombardata sotto ospedali tenda, quanti ne accoppavamo? Le regioni spendono migliaia di euro per incarichi a gente di ogni tipo e non hanno un team specializzato, compatibilmente ai loro piani, ai progetti in atto, alle finalità che si vogliono perseguire?

Chiariamo una cosa anche ai soliti opinionisti senza idee e senza qualità: la rabbia per la morte dell’orsa del Trentino non è foga da isteriche animaliste. Non sono suggestionabile dalle passioni passeggere, di solito sintomo di frustrazione da menopausa. Mi lancio nelle questioni che hanno presupposti veri. Detesto e avverso i partitelli fondati sull’emotività e della speculazione dei temi a scopo elettorale. Purtroppo, l’animalismo e l’ambientalismo sono treni facili da prendere a volo in questo senso. E’ fisiologico che i furbacchioni si infilino ovunque, soprattutto quando l’argomento ‘tira’. Ma l’assassinio di un’orsa significa che i territori sono gestiti da cow boy, da stupratori di terra fertile. Non è roba da poco. Chi ridacchia quando si massacra un cane, un gatto, un orso, con la complicità di un sistema civile che non considera abbastanza grave tutto ciò, o è scemo o è mafioso. Quindi, vai a ridacchiare da un’altra parte e continua a farti pagare le mutandine dal mafioso impotente che ti mantiene. Quando finirai di essergli utile come indossatrice di mutande farà narcotizzare anche te

catharina sottile

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